{"id":57,"date":"2024-10-29T08:59:12","date_gmt":"2024-10-29T08:59:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiobilbopictures.com\/?p=57"},"modified":"2024-10-29T08:59:12","modified_gmt":"2024-10-29T08:59:12","slug":"melania-laborto-e-avvenire-dove-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiobilbopictures.com\/index.php\/2024\/10\/29\/melania-laborto-e-avvenire-dove-la-verita\/","title":{"rendered":"Melania, l\u2019aborto e Avvenire: dov\u2019\u00e8 la verit\u00e0?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Davvero Melania Trump si mostrerebbe pi\u00f9 favorevole all\u2019aborto del marito, e per meri calcoli elettoralistici? Analisi dell\u2019ennesimo tentativo, da parte dei \u201ccattolici democratici\u201d italiani, di condizionare la percezione che gli ambienti ecclesiali nostrani hanno della campagna elettorale di Trump. Ma in Italia difetta anche la conoscenza del \u201cdiritto costituzionale\u201d americano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>di Marco Respinti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 5 ottobre, a p. 13,&nbsp;<em>Avvenire<\/em>, il quotidiano dei vescovi italiani, anticipa una \u201cfrase bomba\u201d sull\u2019aborto che proverrebbe dal libro di memorie di Melania Trump, consorte dell\u2019ex-presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, il 5 novembre, cercher\u00e0 di tornare alla Casa Bianca sfidando Kamala Harris. In realt\u00e0&nbsp;<em>Avvenire<\/em>&nbsp;ripete solo quanto pubblicato dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/us-news\/2024\/oct\/02\/melania-trump-memoir-defends-abortion-rights\">quotidiano britannico&nbsp;<em>The Guardian<\/em><\/a>&nbsp;e quel che tutta la stampa sta riecheggiando in queste ore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 il libro dell\u2019ex-First Lady vi appare come un oggetto misterioso. Nessuno ne cita il titolo: quello esatto compare solo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.skyhorsepublishing.com\/9781510782693\/melania\/\">sul sito della sua casa editrice, la Skyhorse Publishing di New York<\/a>. Il titolo \u00e8&nbsp;<em>Melania<\/em>, scritto tutto maiuscolo in bianco, su campo nero fitto, fine. L\u2019editore non \u00e8 esattamente un colosso. Lo distribuisce s\u00ec un potere forte del mondo librario, la Simon &amp; Schuster, ma la Skyhorse \u00e8 nota solo per aver tentato di riportate in auge i classici dimenticati. Questo attiene per\u00f2 al \u201cfolclore\u201d, forse. La frase ripetuta da tutti,&nbsp;<em>Avvenire&nbsp;<\/em>compreso, invece no. Questa frase, tradotta in maniera pi\u00f9 accurata di quanto faccia il \u201cgiornalista collettivo\u201d, recita cos\u00ec: \u00abPerch\u00e9 una persona qualsiasi che non sia la donna stessa dovrebbe avere il potere di decidere cosa fare del proprio corpo? Il diritto fondamentale della donna alla libert\u00e0 individuale, alla propria stessa vita, le garantisce l\u2019autorit\u00e0 di terminare la gravidanza, se lo desidera\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Niente di originale, quindi: il solito peana e la solita fallacia logica. Ammesso e non concesso davvero che il corpo di una persona appartenga a quella persona, certamente anche una persona che pensi di avere la propriet\u00e0 del proprio corpo non pensa di avere pure la propriet\u00e0 del corpo di un\u2019altra persona. Dunque per certo non appartiene a una donna il corpo della creatura che porta in grembo. Anche in base al ragionamento di Melania tale creatura ha la propriet\u00e0 del proprio corpo e questa non spetta di certo, sempre in base al ragionamento di Melania, alla madre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLe sue parole\u00bb, scrive&nbsp;<em>Avvenire<\/em>, \u00abirrompono nella campagna presidenziale del marito che, questa \u00e8 l\u2019idea di molti, ha utilizzato la consorte 54enne per riconquistare l\u2019elettorato femminile ancora arrabbiato per la sentenza della Corte Suprema che, a giugno 2022, ha svuotato di legittimit\u00e0 federale il diritto all\u2019aborto\u00bb. Vera o no la ricostruzione, un lettore del quotidiano dei vescovi italiani si attenderebbe da esso qualcosa di diverso dallo scrivere che il massimo tribunale degli Stati Uniti avrebbe \u00absvuotato di legittimit\u00e0 federale il diritto all\u2019aborto\u00bb, quando pochi giorni prima il Papa stesso \u00e8 tornato a definire&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2024\/september\/documents\/20240929-belgio-voloritorno.html\">l\u2019aborto omicidio e sicari i suoi operatori<\/a>. Certo, la cronaca vive di presunta \u201cterziet\u00e0\u201d, ma l\u2019uso dei vocaboli \u00e8 da sempre maestro nell\u2019indirizzare il pensiero profondo del lettore e nel far intravedere le simpatie dello scrivente. Come quando, poco pi\u00f9 avanti, il quotidiano dei vescovi prosegue cos\u00ec: \u00abL\u2019ex-presidente, lo ricordiamo, si \u00e8 pi\u00f9 volte vantato di aver costruito all\u2019interno del Tribunale Supremo la maggioranza conservatrice che, rottamando la sentenza \u201cRoe v Wade\u201d del 1973, ha stravolto le politiche sull\u2019interruzione volontaria della gravidanza negli Stati Uniti\u00bb. \u201cStravolto\u201d \u00e8 un verbo negativo, e fa davvero male vederlo utilizzare cos\u00ec su una testata di ispirazione cattolica, sotto la direzione dei vescovi del proprio Paese. Ma quel che segue \u00e8 peggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuel pronunciamento\u00bb, continua infatti&nbsp;<em>Avvenire<\/em>, \u00absi \u00e8 rivelato per il tycoon un punto debole: le profonde divisioni causate nell\u2019opinione pubblica e la delusione dei repubblicani aperti all\u2019istanza pro-choice lo hanno costretto ad aggiustare le sue posizioni anche a rischio di scontentare il mondo pro-life. Il mantra che domina i suoi comizi \u00e8 che spetta ai singoli Stati, non al governo federale, decidere sull\u2019aborto\u00bb. Vera o no anche questa ricostruzione, il punto nodale \u00e8 che il rimandare agli Stati dell\u2019Unione nordamericana la questione dell\u2019aborto non \u00e8 una decisione \u201cstrampalata\u201d da parte un Trump in retromarcia rispetto a se stesso, bens\u00ec esattamente quanto stabilito dalla Corte Suprema, la pi\u00f9 conservatrice, pro-life e persino cattolica che gli Stati Uniti abbiano mai avuto (grazie, lo ricordiamo, alle nomine firmate proprio da Trump), attraverso la sentenza nel caso&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.supremecourt.gov\/opinions\/21pdf\/19-1392_6j37.pdf\">\u00abDobbs v. Jackson Women\u2019s Health Organization\u00bb del 24 giugno 2022<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019introduzione negli Stati Uniti dell\u2019aborto il 22 gennaio 1973 avvenne attraverso un\u2019altra sentenza della Corte Suprema (di ben altra composizione), giunta a conclusione del famoso&nbsp;<a href=\"https:\/\/tile.loc.gov\/storage-services\/service\/ll\/usrep\/usrep410\/usrep410113\/usrep410113.pdf\">caso \u00abRoe v. Wade\u00bb<\/a>, che per\u00f2 \u2013 come invece molti erroneamente credono \u2013 non var\u00f2 positivamente una norma che legalizzasse l\u2019aborto per il semplice motivo che negli Stati Uniti, come in qualunque altro Paese dove vige la separazione fra i poteri dello Stato, la magistratura non ha il potere di fare le leggi quando non esistessero. Gi\u00e0 allora, com\u2019\u00e8 stato correttamente detto pi\u00f9 volte, la Corte Suprema travalic\u00f2 il proprio mandato (disse che \u201cnelle penombre\u201d della Costituzione era sancito un \u201cdiritto a dare la morte\u201d che non c\u2019\u00e8), figuriamoci se avesse davvero varato una norma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le leggi le fanno i parlamenti (negli Stati Uniti il Congresso federale di Washington, articolato in Senato e Camera) e non la Corte Suprema. Nel 1973 la Corte Suprema \u201csemplicemente\u201d stabil\u00ec non essere illegale abortire, quindi gli Stati dell\u2019Unione, uno dopo l\u2019altro, simultaneamente, quasi in contemporanea, recepirono la decisione, inficiando e bloccando le leggi che vigevano negli Stati a difesa della vita umana nascente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli Stati Uniti non c\u2019\u00e8 mai stata la legalizzazione dell\u2019aborto, bens\u00ec la dichiarazione di non-illegalit\u00e0 dello stesso. Pu\u00f2 sembrare lana caprina, ma non lo \u00e8. \u00c8 infatti per questo che l\u2019Amministrazione Biden e Kamala Harris desiderano ardentemente (ma finora sono stati sconfitti) varare una norma scritta che legalizzi esplicitamente l\u2019aborto. Se \u00e8 lecito auto-citarsi, ho dettagliatamente spiegato la questione in tre articoli pubblicati sul sito del&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.centrostudilivatino.it\/perche-negli-stati-uniti-laborto-lo-decidono-gli-stati-3-3\/\">Centro Studi Rosario Livatino<\/a>, poi confluiti in un saggio per il&nbsp;<a href=\"https:\/\/alleanzacattolica.org\/indici-cristianita\/\">periodico&nbsp;<em>Cristianit\u00e0<\/em><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 attiene all\u2019architettura federale del Paese, al&nbsp;<em>rule of law<\/em>, alla separazione fra i poteri. Pubblicare una norma di senso contrario a quello agognato dai \u201cdem\u201d sarebbe l\u2019unico modo per mettere la vita al riparo dalla tirannide del voto, cio\u00e8 dalla relativizzazione dei princ\u00ecpi non negoziabili. Proprio per questo molti giovani pro-life americani chiedono che il Congresso legiferi a favore della vita nascente, ma al momento nessuno, pur simpatizzando fortissimamente con loro, li segue sul punto. Nemmeno la Corte Suprema pi\u00f9 conservatrice, pro-life e persino cattolica che gli Stati Uniti abbiano mai avuto. Ma sono ragazzi, ci mancherebbe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Marted\u00ec, 8 ottobre 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Davvero Melania Trump si mostrerebbe pi\u00f9 favorevole all\u2019aborto del marito, e per meri calcoli elettoralistici? 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